Perspective Compasses

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Revision as of 13:59, 26 October 2009

Nome documentato forse per la prima volta da Milles Denorry nel 1588 (in francese, compas optique).

Contents

Inventor

Jacques Aleaume


Historic Period

ca. 1628


Description

Strumento per il disegno prospettico. Questa denominazione è utilizzata già nel 1588 da Milles Denorry per indicare un compasso topografico con traguardi. Nel secolo successivo, tuttavia, altri matematici francesi adottano la denominazione di “compas optique ou de perspective” per indicare un compasso di proporzione di tipo galileiano con scale proporzionali per il disegno prospettico. A dare le necessarie delucidazioni sulle caratteristiche del compasso ottico è Jean Louis de Vaulezard che nel 1631 ne descrive le operazioni nell’Abregé ou raccourcy de la Perspective… par l'ayde d'un Compas de Perspective faict pour cet effect. Il compasso aveva una linea divisa in parti uguali e una “ligne optique ou de la section” divisa in 5000 parti decrescenti. La divisione di questa seconda linea corrispondeva a un preciso punto di vista e consentiva di disegnare una “prospettiva primitiva” dalla quale ricavare per proporzione una seconda prospettiva corrispondente ad un altro punto di vista. Un simile compasso con cinque diverse "linee prospettiche" è descritto successivamente da Johann Heinrich Lambert.
Nella memoria intitolata Perspective adressée aux theoriciens, Girard Desargues descrive il modo di costruire una prospettiva con il compasso di proporzione ma servendosi solo della scala aritmetica, ossia di una linea divisa in parti uguali: “Vous pouvez construire l'eschelle perspective, avec les lignes et le nombres ensemble; et avec les nombres seuls; et de plus vous la pouvez construire (qui est à dire que vous pouvez travailler en perspective, universellement à toute situation de l'oeil et du tableau plat) avec le compas de proportion, au moyen de la ligne de parties égales”. L'operazione del compasso si fondava sulla “regola del tre”. Per determinare la posizione prospettica di un punto sul quadro si devono effettuare due operazioni dove si ricerca la distanza del punto di intersezione prima dall'orizzonte e poi dall'asse centrale (fig. 4c). Nella prima operazione i tre termini noti sono l'altezza del punto di vista, la sua distanza dal quadro e la sua distanza dal punto che si vuole rappresentare. Portata quest'ultima distanza sulla scala del compasso e stabilita un'apertura tra le linee pari all'altezza dell'occhio, l'intervallo tra l'intersezione e l'orizzonte si misura in corrispondenza della distanza dal quadro riportata sulla scala del compasso. Nella seconda operazione, si sostituisce l'altezza dell'occhio con la distanza del punto dall'asse centrale e si procede esattamente allo stesso modo.


Bibliographical Resources

Aleaume, Jacques. Introduction a la perspective, ensemble a l'usage de compas optique et perspective (1628), in Migon, Etienne, La perspective speculative et pratique... De l’ivention du feu Sieur Aleaume, Ingenieur du Roy. Mise au jour par Estienne Migon, Professeur és Mathematiques, Parigi, 1643.

Burja, Abel. Der mathematische Maler oder gründlische Anweisung zur Perspektive nach verschiedenen Methoden; nebst einem Anhange über die theatralische Perspektive und der Beschreibung eines neuen perspektivischen Instruments, Berlino, 1795, cap. V.

Denorry, Milles. L’Usage du compas optique…, G. Linocier, Paris, 1588.

Desargues, Girard. Perspective addressée aux théoriciens, in Poudra, Noël Germinal, Ouvres de Desargues, 2 voll., Parigi, 1864, pp. 460-462.

Inventario dei beni di Federico Cesi, Roma, Bibl. Lincea e Corsiniana, Archivio Linceo 32, cc. 84v-102v ("Compasso optico grande scudi tre").

Lambert, Johann Heinrich. Kurtzgefasste regeln zu perspectivischen Zeichnungen, Augsburg, 1768.

Nicolò, Anna; Solinas, Francesco. Per una analisi del collezionismo Linceo: L’Archivio Linceo 32 e il Museo di Federico Cesi, in Federico Cesi, Atti del Convegno (Acquasparta, 7-9 ottobre 1985) Roma, Accademia Nazionale dei Lincei, 1986, pp. 193-212, in part. pp. 206-212.

Vaulezard, Jean Louis de. Abregé ou raccourcy de la Perspective par l'imitation. Dans lequel est traicté, du moyen de changer une Perspective en une autre semblable, ayant la distance et hauteur de l'oeil comme aussi les distances ou enfoncement des objects plus grands ou moindres que leur semblable en la premiere. Ensemble l'invention d'approprier duex ou plusieurs Perspectives, ou parties d'icelle es une mesme, et sous une mesme distance d'oeil. Le tout par l'ayde d'un Compas de Perspective faict pour cet effect; avec l'usage d'iceluy pour faire le Perspectives des quelques object proposé, que se soit. De plus des Preceptes infallibles pour metre en Perspective, pourtraire et peindre toutes les choses, par l'imitation des naturelles. Oeuvre utile et necessaire à tous Peintres, Architectes, Graveurs et autres qui se servent du dessein. Par le Sieur DE VAULEZARD Mathematicien, Parigi, 1631.



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Author of the entry: Filippo Camerota

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