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		<title>Invenzioni - Contributi utente [it]</title>
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		<title>Prospettografi di George Adams</title>
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&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{Template delle invenzioni&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
|nome= &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
|inventore= George Adams Jr. (1750-1795)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
|data= 1791&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
|descrizione= Due strumenti per il disegno prospettico ideati da George Adams, costruttore inglese di strumenti matematici. &lt;br /&gt;
Secondo Adams, la particolarità dei due strumenti consiste nel fatto che “l’oggetto è tracciato su un piano orizzontale, e la matita (B) può essere mossa in ogni direzione, sia curva che retta, con la massima libertà.” In altre parole, a differenza degli apparecchi meccanici che li hanno preceduti (a partire dal  [[prospettografo del Cigoli | prospettografo del Cigoli]], entrambi gli strumenti ideati da Adams consentirebbero di tracciare direttamente il disegno del contorno, semplicemente muovendo la matita che a sua volta muove il cursore (traguardo) con cui si misura l’oggetto o la veduta.&lt;br /&gt;
I due prospettografi di Adams non si rivelano tuttavia così validi come affermato dal loro costruttore. Il primo problema è legato alla diversa robustezza dei due complessi meccanismi usati per muovere simultaneamente la matita e il traguardo: per spostare verticalmente il traguardo nel primo apparecchio (fig. 1, tav. XXXII), Adams utilizza un cavo, due pulegge, una molla e due ‘pantografi’ fissati ad angoli retti. Per spostarlo orizzontalmente impiega invece soltanto quattro rotelle, inserite nell’incavo dell’asta a supporto dello strumento. Le due rotelle accanto alla matita e sotto il ‘pantografo’ orizzontale possono essere mosse in ogni direzione e contribuiscono a mantenere stabile e costante il meccanismo, indipendentemente dalla direzione in cui viene mosso durante il disegno. La rotella più grande in fondo allo strumento si aziona solo quando il meccanismo viene spostato lateralmente.&lt;br /&gt;
Nonostante la diversa soluzione meccanica, anche il secondo dispositivo di Adams (fig. 2, tav. XXXII) presenta una notevole difformità nella resistenza dei due meccanismi usati per muovere il cursore orizzontalmente e verticalmente. Sebbene i prototipi siano calibrati alla perfezione, è legittimo nutrire qualche dubbio sulla validità di questi strumenti e sul fatto che la matita possa davvero esser mossa liberamente e agevolmente in ogni direzione.&lt;br /&gt;
Teoricamente sarebbe stato possibile tracciare il disegno del contorno ma, forse, era più pratico e accurato usare strumenti meno sofisticati, come quelli proposti qualche anno prima da Johan Gabriel Dopplemayr (1677-1750), in Neueröfnete matematische Werkschule di Nicolas Bion o da James Watt (1736-1819) e James Lind (1716-1794) in Principles of Perspective di Martin Benjamin, per mezzo dei quali l’immagine veniva ottenuta punto per punto.&lt;br /&gt;
Per quanto ne sappiamo, non esistono disegni eseguiti con l’ausilio dei due spettacolari meccanismi di Adams che siano pervenuti fino ai giorni nostri, forse perché il prospettografo di Francis Ronald (1788-1873) prima e i diagrafi dei parigini Charles Gavard (1794-1871) e Adrien Gavard poi, si sarebbero rivelati più pratici, leggeri e maneggevoli. D’altra parte, lo strumento da disegno più diffuso all’epoca era la camera oscura e, pochi anni più tardi, intorno al 1806 o forse anche prima, William Hyde Wollaston (1766-1828) avrebbe brevettato la camera lucida, il dispositivo ottico più efficace e popolare prima della scoperta del processo chimico che avrebbe condotto alla fotografia. Fra l’altro, la camera oscura e la camera lucida presentano anche un altro vantaggio significativo rispetto a qualsiasi altro strumento da disegno: consentono la giustapposizione, seppure in modi diversi e secondo principi diversi, dell’oggetto e dell’immagine da tracciare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
|componenti= &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
|riferimentibibliografici= Adams, George. ''Geometrical and Graphical Essays, Containing a General Description of the Mathematical Instruments Used in Geometry, Civil and Military Surveying, Levelling and Perspective, with many new Practical Problems''. London, 1803 (1st edition 1791), pp. 458-460 and Plate XXXII. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Kemp, Martin. ''The Science of Art. Optical themes in Western Art from Brunelleschi to Seurat''. New Haven and London: Yale University Press, 1990, pp. 187-189.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Cabezas, Lino. ''Las máquinas de dibujar. Entre el mito de la visión objetiva y la ciencia de la representación''. In: MOLINA, Juan J. G. (Edit.). Máquinas y Herramientas de Dibujo. Madrid: Ed. Cátedra, 2002, p. 233.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
|strumentiesistenti= &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
|link= &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Image: george_adams_perspectographs.jpg | George Adams Jr. (1750-1795), perspective instruments, ''Geometrical and Graphical Essays...'', 1791).&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
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		<title>Prospettografi di George Adams</title>
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&lt;br /&gt;
|descrizione= Due strumenti per il disegno prospettico ideati da George Adams, costruttore inglese di strumenti matematici. &lt;br /&gt;
Secondo Adams, la particolarità dei due strumenti consiste nel fatto che “l’oggetto è tracciato su un piano orizzontale, e la matita (B) può essere mossa in ogni direzione, sia curva che retta, con la massima libertà.” In altre parole, a differenza degli apparecchi meccanici che li hanno preceduti (a partire dal  [[prospettografo del Cigoli | prospettografo del Cigoli]], entrambi gli strumenti ideati da Adams consentirebbero di tracciare direttamente il disegno del contorno, semplicemente muovendo la matita che a sua volta muove il cursore (traguardo) con cui si misura l’oggetto o la veduta.&lt;br /&gt;
I due prospettografi di Adams non si rivelano tuttavia così validi come affermato dal loro costruttore. Il primo problema è legato alla diversa robustezza dei due complessi meccanismi usati per muovere simultaneamente la matita e il traguardo: per spostare verticalmente il traguardo nel primo apparecchio (fig. 1, tav. XXXII), Adams utilizza un cavo, due pulegge, una molla e due ‘pantografi’ fissati ad angoli retti. Per spostarlo orizzontalmente impiega invece soltanto quattro rotelle, inserite nell’incavo dell’asta a supporto dello strumento. Le due rotelle accanto alla matita e sotto il ‘pantografo’ orizzontale possono essere mosse in ogni direzione e contribuiscono a mantenere stabile e costante il meccanismo, indipendentemente dalla direzione in cui viene mosso durante il disegno. La rotella più grande in fondo allo strumento si aziona solo quando il meccanismo viene spostato lateralmente.&lt;br /&gt;
Nonostante la diversa soluzione meccanica, anche il secondo dispositivo di Adams (fig. 2, tav. XXXII) presenta una notevole difformità nella resistenza dei due meccanismi usati per muovere il cursore orizzontalmente e verticalmente. Sebbene i prototipi siano calibrati alla perfezione, è legittimo nutrire qualche dubbio sulla validità di questi strumenti e sul fatto che la matita possa davvero esser mossa liberamente e agevolmente in ogni direzione.&lt;br /&gt;
Teoricamente sarebbe stato possibile tracciare il disegno del contorno ma, forse, era più pratico e accurato usare strumenti meno sofisticati, come quelli proposti qualche anno prima da Johan Gabriel Dopplemayr (1677-1750), in Neueröfnete matematische Werkschule di Nicolas Bion o da James Watt (1736-1819) e James Lind (1716-1794) in Principles of Perspective di Martin Benjamin, per mezzo dei quali l’immagine veniva ottenuta punto per punto.&lt;br /&gt;
Per quanto ne sappiamo, non esistono disegni eseguiti con l’ausilio dei due spettacolari meccanismi di Adams che siano pervenuti fino ai giorni nostri, forse perché il prospettografo di Francis Ronald (1788-1873) prima e i diagrafi dei parigini Charles Gavard (1794-1871) e Adrien Gavard poi, si sarebbero rivelati più pratici, leggeri e maneggevoli. D’altra parte, lo strumento da disegno più diffuso all’epoca era la camera oscura e, pochi anni più tardi, intorno al 1806 o forse anche prima, William Hyde Wollaston (1766-1828) avrebbe brevettato la camera lucida, il dispositivo ottico più efficace e popolare prima della scoperta del processo chimico che avrebbe condotto alla fotografia. Fra l’altro, la camera oscura e la camera lucida presentano anche un altro vantaggio significativo rispetto a qualsiasi altro strumento da disegno: consentono la giustapposizione, seppure in modi diversi e secondo principi diversi, dell’oggetto e dell’immagine da tracciare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
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|riferimentibibliografici= Adams, George. ''Geometrical and Graphical Essays, Containing a General Description of the Mathematical Instruments Used in Geometry, Civil and Military Surveying, Levelling and Perspective, with many new Practical Problems''. London, 1803 (1st edition 1791), pp. 458-460 and Plate XXXII. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Kemp, Martin. ''The Science of Art. Optical themes in Western Art from Brunelleschi to Seurat''. New Haven and London: Yale University Press, 1990, pp. 187-189.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Cabezas, Lino. ''Las máquinas de dibujar. Entre el mito de la visión objetiva y la ciencia de la representación''. In: MOLINA, Juan J. G. (Edit.). Máquinas y Herramientas de Dibujo. Madrid: Ed. Cátedra, 2002, p. 233.&lt;br /&gt;
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Image: george_adams_perspectographs.jpg | George Adams Jr. (1750-1795), perspective instruments, ''Geometrical and Graphical Essays...'', 1791).&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
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Secondo Adams, la particolarità dei due strumenti consiste nel fatto che “l’oggetto è tracciato su un piano orizzontale, e la matita (B) può essere mossa in ogni direzione, sia curva che retta, con la massima libertà.” In altre parole, a differenza degli apparecchi meccanici che li hanno preceduti (a partire dal  [[prospettografo del Cigoli | prospettografo del Cigoli]], entrambi gli strumenti ideati da Adams consentirebbero di tracciare direttamente il disegno del contorno, semplicemente muovendo la matita che a sua volta muove il cursore (traguardo) con cui si misura l’oggetto o la veduta.&lt;br /&gt;
I due prospettografi di Adams non si rivelano tuttavia così validi come affermato dal loro costruttore. Il primo problema è legato alla diversa robustezza dei due complessi meccanismi usati per muovere simultaneamente la matita e il traguardo: per spostare verticalmente il traguardo nel primo apparecchio (fig. 1, tav. XXXII), Adams utilizza un cavo, due pulegge, una molla e due ‘pantografi’ fissati ad angoli retti. Per spostarlo orizzontalmente impiega invece soltanto quattro rotelle, inserite nell’incavo dell’asta a supporto dello strumento. Le due rotelle accanto alla matita e sotto il ‘pantografo’ orizzontale possono essere mosse in ogni direzione e contribuiscono a mantenere stabile e costante il meccanismo, indipendentemente dalla direzione in cui viene mosso durante il disegno. La rotella più grande in fondo allo strumento si aziona solo quando il meccanismo viene spostato lateralmente.&lt;br /&gt;
Nonostante la diversa soluzione meccanica, anche il secondo dispositivo di Adams (fig. 2, tav. XXXII) presenta una notevole difformità nella resistenza dei due meccanismi usati per muovere il cursore orizzontalmente e verticalmente. Sebbene i prototipi siano calibrati alla perfezione, è legittimo nutrire qualche dubbio sulla validità di questi strumenti e sul fatto che la matita possa davvero esser mossa liberamente e agevolmente in ogni direzione.&lt;br /&gt;
Teoricamente sarebbe stato possibile tracciare il disegno del contorno ma, forse, era più pratico e accurato usare strumenti meno sofisticati, come quelli proposti qualche anno prima da Johan Gabriel Dopplemayr (1677-1750), in Neueröfnete matematische Werkschule di Nicolas Bion o da James Watt (1736-1819) e James Lind (1716-1794) in Principles of Perspective di Martin Benjamin, per mezzo dei quali l’immagine veniva ottenuta punto per punto.&lt;br /&gt;
Per quanto ne sappiamo, non esistono disegni eseguiti con l’ausilio dei due spettacolari meccanismi di Adams che siano pervenuti fino ai giorni nostri, forse perché il prospettografo di Francis Ronald (1788-1873) prima e i diagrafi dei parigini Charles Gavard (1794-1871) e Adrien Gavard poi, si sarebbero rivelati più pratici, leggeri e maneggevoli. D’altra parte, lo strumento da disegno più diffuso all’epoca era la camera oscura e, pochi anni più tardi, intorno al 1806 o forse anche prima, William Hyde Wollaston (1766-1828) avrebbe brevettato la camera lucida, il dispositivo ottico più efficace e popolare prima della scoperta del processo chimico che avrebbe condotto alla fotografia. Fra l’altro, la camera oscura e la camera lucida presentano anche un altro vantaggio significativo rispetto a qualsiasi altro strumento da disegno: consentono la giustapposizione, seppure in modi diversi e secondo principi diversi, dell’oggetto e dell’immagine da tracciare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
|componenti= &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
|riferimentibibliografici= Adams, George. ''Geometrical and Graphical Essays, Containing a General Description of the Mathematical Instruments Used in Geometry, Civil and Military Surveying, Levelling and Perspective, with many new Practical Problems''. London, 1803 (1st edition 1791), pp. 458-460 and Plate XXXII. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Kemp, Martin. ''The Science of Art. Optical themes in Western Art from Brunelleschi to Seurat''. New Haven and London: Yale University Press, 1990, pp. 187-189.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Cabezas, Lino. ''Las máquinas de dibujar. Entre el mito de la visión objetiva y la ciencia de la representación''. In: MOLINA, Juan J. G. (Edit.). Máquinas y Herramientas de Dibujo. Madrid: Ed. Cátedra, 2002, p. 233.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
Image: george_adams_perspectographs.jpg | George Adams Jr. (1750-1795), perspective instruments, ''Geometrical and Graphical Essays...'', 1791).&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
|autore_scheda= Pedro Maia&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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		<author><name>Wikiadmin</name></author>	</entry>

	<entry>
		<id>https://redi.imss.fi.it/invenzioni/index.php/Come_partecipare_al_progetto</id>
		<title>Come partecipare al progetto</title>
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				<updated>2011-05-31T13:34:04Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;Wikiadmin:&amp;#32;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Gli utenti non registrati hanno accesso alla sola lettura delle schede. Gli utenti registrati hanno il diritto di avviare una discussione per suggerire miglioramenti o proporre correzioni al catalogo, senza intervenire direttamente sulle schede. Per registrarsi sono richiesti un nome utente, una password, nome e cognome, professione, email ed eventuale istituzione di riferimento. I dati personali forniti verranno utilizzati, nel totale rispetto della privacy, unicamente per la gestione del progetto e non verranno mai comunicati a terzi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Chi desidera proporre una nuova scheda può inviarla alla redazione del progetto all'indirizzo: [mailto:wikiadmin@imss.fi.it wikiadmin@imss.fi.it]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[en:How to partecipate]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Wikiadmin</name></author>	</entry>

	<entry>
		<id>https://redi.imss.fi.it/invenzioni/index.php/Prospettografo_del_Vignola</id>
		<title>Prospettografo del Vignola</title>
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				<updated>2011-05-19T11:31:31Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;Wikiadmin:&amp;#32;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{Template delle invenzioni&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
|nome= Non ha un nome specifico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
|inventore= Giacomo Barozzi da Vignola (1507-1573)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
|data= 1560-1570&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
|descrizione= Illustrato e descritto da Egnazio Danti nei commentari a ''Le due regole'' del Vignola, lo strumento fu ideato dal pittore emiliano forse prima del 1570, data a cui risale l'ultima redazione del suo trattato. Danti lo descrive come una variante dello [[sportello]] di Albrecht Durer: &amp;quot;Questo sesto strumento, del quale n'ho trovato fra li disegni del Vignola uno schizzo, senza scrittura alcuna, l'ho voluto por qui, acciò si vegga la varietà de gli strumenti, et che tutti dipendono dallo sportello&amp;quot;. L'analogia con lo sportello in realtà è solo concettuale. Formalmente lo strumento è affatto diverso. L'intersezione tra il raggio visivo e il piano di sezione è misurata per coordinate, come nel [[velo]] di Leon Battista Alberti, grazie a due aste graduate ortogonali scorrevoli l'una nell'altra. L'asta orizzontale, fissa, presenta una scanalatura entro la quale scorre l'asta verticale e quest'ultima ha a sua volta una scanalatura entro la quale scorre un piccolo indicatore. Per disegnare un punto qualsiasi della figura da ritrarre, il pittore fa girare il rullo finchè l'asta verticale non risulti tangente al punto osservato. Un assistente muove quindi l'indicatore fino a 'toccare' lo stesso punto e poi trascrive su un foglio quadrettato le coordinate ricavabili dalle...(continua)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
|componenti=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
|riferimentibibliografici= Vignola, Giacomo Barozzi da. ''Le due regole della prospettiva pratica. Con i comentarij del R.P.M. Egnatio Danti''. In Roma, per Francesco Zannetti, 1583, p. 61.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
|strumentiesistenti= &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
|link= &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
|immagini= &amp;lt;gallery widths=230 heights=368 perrow=3&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Immagine: AF0035-53715.jpg | Giacomo Barozzi da Vignola. ''Le due regole della prospettiva pratica'', Roma, 1583, p. 61.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
&amp;lt;/gallery&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
|autore_scheda= Filippo Camerota&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
|categoria_1= &lt;br /&gt;
|categoria_2= Strumenti da disegno&lt;br /&gt;
|categoria_3= &lt;br /&gt;
|categoria_4= &lt;br /&gt;
|categoria_5= &lt;br /&gt;
|categoria_6= &lt;br /&gt;
|categoria_7=&lt;br /&gt;
|categoria_8=&lt;br /&gt;
|categoria_9=&lt;br /&gt;
|categoria_10=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
|english= Perspectograph by Jacopo Barozzi Da Vignola&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
}}&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Wikiadmin</name></author>	</entry>

	<entry>
		<id>https://redi.imss.fi.it/invenzioni/index.php/Prospettografo_del_Vignola</id>
		<title>Prospettografo del Vignola</title>
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				<updated>2011-05-19T11:31:21Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;Wikiadmin:&amp;#32;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{Template delle invenzioni&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
|nome= Non ha un nome specifico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
|inventore= Giacomo Barozzi da Vignola (1507-1573)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
|data= 1560-1570&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
|descrizione= Illustrato e descritto da Egnazio Danti nei commentari a ''Le due regole'' del Vignola, lo strumento fu ideato dal pittore emiliano forse prima del 1570, data a cui risale l'ultima redazione del suo trattato. Danti lo descrive come una variante dello [[sportello]] di Albrecht Durer: &amp;quot;Questo sesto strumento, del quale n'ho trovato fra li disegni del Vignola uno schizzo, senza scrittura alcuna, l'ho voluto por qui, acciò si vegga la varietà de gli strumenti, et che tutti dipendono dallo sportello&amp;quot;. L'analogia con lo sportello in realtà è solo concettuale. Formalmente lo strumento è affatto diverso. L'intersezione tra il raggio visivo e il piano di sezione è misurata per coordinate, come nel [[velo]] di Leon Battista Alberti, grazie a due aste graduate ortogonali scorrevoli l'una nell'altra. L'asta orizzontale, fissa, presenta una scanalatura entro la quale scorre l'asta verticale e quest'ultima ha a sua volta una scanalatura entro la quale scorre un piccolo indicatore. Per disegnare un punto qualsiasi della figura da ritrarre, il pittore fa girare il rullo finchè l'asta verticale non risulti tangente al punto osservato. Un assistente muove quindi l'indicatore fino a 'toccare' lo stesso punto e poi trascrive su un foglio quadrettato le coordinate ricavabili dalle...(continua)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
|componenti=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
|riferimentibibliografici= Vignola, Giacomo Barozzi da. ''Le due regole della prospettiva pratica. Con i comentarij del R.P.M. Egnatio Danti''. In Roma, per Francesco Zannetti, 1583, p. 61.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
|strumentiesistenti= &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
|link= &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
Immagine: AF0035-53714.jpg | Giacomo Barozzi da Vignola. ''Le due regole della prospettiva pratica'', Roma, 1583, p. 61.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
|autore_scheda= Filippo Camerota&lt;br /&gt;
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|english= Perspectograph by Jacopo Barozzi Da Vignola&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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		<author><name>Wikiadmin</name></author>	</entry>

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		<title>Prospettografo del Vignola</title>
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|nome= Non ha un nome specifico.&lt;br /&gt;
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|descrizione= Illustrato e descritto da Egnazio Danti nei commentari a ''Le due regole'' del Vignola, lo strumento fu ideato dal pittore emiliano forse prima del 1570, data a cui risale l'ultima redazione del suo trattato. Danti lo descrive come una variante dello [[sportello]] di Albrecht Durer: &amp;quot;Questo sesto strumento, del quale n'ho trovato fra li disegni del Vignola uno schizzo, senza scrittura alcuna, l'ho voluto por qui, acciò si vegga la varietà de gli strumenti, et che tutti dipendono dallo sportello&amp;quot;. L'analogia con lo sportello in realtà è solo concettuale. Formalmente lo strumento è affatto diverso. L'intersezione tra il raggio visivo e il piano di sezione è misurata per coordinate, come nel [[velo]] di Leon Battista Alberti, grazie a due aste graduate ortogonali scorrevoli l'una nell'altra. L'asta orizzontale, fissa, presenta una scanalatura entro la quale scorre l'asta verticale e quest'ultima ha a sua volta una scanalatura entro la quale scorre un piccolo indicatore. Per disegnare un punto qualsiasi della figura da ritrarre, il pittore fa girare il rullo finchè l'asta verticale non risulti tangente al punto osservato. Un assistente muove quindi l'indicatore fino a 'toccare' lo stesso punto e poi trascrive su un foglio quadrettato le coordinate ricavabili dalle...(continua)&lt;br /&gt;
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|riferimentibibliografici= Vignola, Giacomo Barozzi da. ''Le due regole della prospettiva pratica. Con i comentarij del R.P.M. Egnatio Danti''. In Roma, per Francesco Zannetti, 1583, p. 61.&lt;br /&gt;
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		<title>Prospettografo del Vignola</title>
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|nome= Non ha un nome specifico.&lt;br /&gt;
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|inventore= Giacomo Barozzi da Vignola (1507-1573)&lt;br /&gt;
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|data= 1560-1570&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
|descrizione= Illustrato e descritto da Egnazio Danti nei commentari a ''Le due regole'' del Vignola, lo strumento fu ideato dal pittore emiliano forse prima del 1570, data a cui risale l'ultima redazione del suo trattato. Danti lo descrive come una variante dello [[sportello]] di Albrecht Durer: &amp;quot;Questo sesto strumento, del quale n'ho trovato fra li disegni del Vignola uno schizzo, senza scrittura alcuna, l'ho voluto por qui, acciò si vegga la varietà de gli strumenti, et che tutti dipendono dallo sportello&amp;quot;. L'analogia con lo sportello in realtà è solo concettuale. Formalmente lo strumento è affatto diverso. L'intersezione tra il raggio visivo e il piano di sezione è misurata per coordinate, come nel [[velo]] di Leon Battista Alberti, grazie a due aste graduate ortogonali scorrevoli l'una nell'altra. L'asta orizzontale, fissa, presenta una scanalatura entro la quale scorre l'asta verticale e quest'ultima ha a sua volta una scanalatura entro la quale scorre un piccolo indicatore. Per disegnare un punto qualsiasi della figura da ritrarre, il pittore fa girare il rullo finchè l'asta verticale non risulti tangente al punto osservato. Un assistente muove quindi l'indicatore fino a 'toccare' lo stesso punto e poi trascrive su un foglio quadrettato le coordinate ricavabili dalle...(continua)&lt;br /&gt;
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|descrizione= Illustrato e descritto da Egnazio Danti nei commentari a ''Le due regole'' del Vignola, lo strumento fu ideato dal pittore emiliano forse prima del 1570, data a cui risale l'ultima redazione del suo trattato. Danti lo descrive come una variante dello [[sportello]] di Albrecht Durer: &amp;quot;Questo sesto strumento, del quale n'ho trovato fra li disegni del Vignola uno schizzo, senza scrittura alcuna, l'ho voluto por qui, acciò si vegga la varietà de gli strumenti, et che tutti dipendono dallo sportello&amp;quot;. L'analogia con lo sportello in realtà è solo concettuale. Formalmente lo strumento è affatto diverso. L'intersezione tra il raggio visivo e il piano di sezione è misurata per coordinate, come nel [[velo]] di Leon Battista Alberti, grazie a due aste graduate ortogonali scorrevoli l'una nell'altra. L'asta orizzontale, fissa, presenta una scanalatura entro la quale scorre l'asta verticale e quest'ultima ha a sua volta una scanalatura entro la quale scorre un piccolo indicatore. Per disegnare un punto qualsiasi della figura da ritrarre, il pittore fa girare il rullo finchè l'asta verticale non risulti tangente al punto osservato. Un assistente muove quindi l'indicatore fino a 'toccare' lo stesso punto e poi trascrive su un foglio quadrettato le coordinate ricavabili dalle...(continua)&lt;br /&gt;
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Immagine: AF0035-53715.jpg | Giacomo Barozzi da Vignola. ''Le due regole della prospettiva pratica'', Roma, 1583, p. 61.&lt;br /&gt;
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		<title>Prospettografo del Vignola</title>
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|nome= Non ha un nome specifico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
|inventore= Giacomo Barozzi da Vignola (1507-1573)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
|data= 1560-1570&lt;br /&gt;
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|descrizione= Illustrato e descritto da Egnazio Danti nei commentari a ''Le due regole'' del Vignola, lo strumento fu ideato dal pittore emiliano forse prima del 1570, data a cui risale l'ultima redazione del suo trattato. Danti lo descrive come una variante dello [[sportello]] di Albrecht Durer: &amp;quot;Questo sesto strumento, del quale n'ho trovato fra li disegni del Vignola uno schizzo, senza scrittura alcuna, l'ho voluto por qui, acciò si vegga la varietà de gli strumenti, et che tutti dipendono dallo sportello&amp;quot;. L'analogia con lo sportello in realtà è solo concettuale. Formalmente lo strumento è affatto diverso. L'intersezione tra il raggio visivo e il piano di sezione è misurata per coordinate, come nel [[velo]] di Leon Battista Alberti, grazie a due aste graduate ortogonali scorrevoli l'una nell'altra. L'asta orizzontale, fissa, presenta una scanalatura entro la quale scorre l'asta verticale e quest'ultima ha a sua volta una scanalatura entro la quale scorre un piccolo indicatore. Per disegnare un punto qualsiasi della figura da ritrarre, il pittore fa girare il rullo finchè l'asta verticale non risulti tangente al punto osservato. Un assistente muove quindi l'indicatore fino a 'toccare' lo stesso punto e poi trascrive su un foglio quadrettato le coordinate ricavabili dalle...(continua)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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		<author><name>Wikiadmin</name></author>	</entry>

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		<id>https://redi.imss.fi.it/invenzioni/index.php/Compasso_perfetto</id>
		<title>Compasso perfetto</title>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;Wikiadmin:&amp;#32;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{Template delle invenzioni&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
|nome= Nome in uso attualmente come traduzione dell'arabo ''al-Birkàr'' (compasso) ''al-Tam'' (completo, perfetto).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
|inventore= matematico arabo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
|data= X secolo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
|descrizione= Compasso per il tracciamento continuo delle sezioni coniche (ellisse, iperbole, parabola) elaborato dai matematici arabi verso il X secolo e descritto in un specifici trattati da Abu Sahl Waijan ibn Rustam al-Quhi (ca. 940 - ca. 100) e Mohammed Ibn el Hossein (XII sec.). Lo strumento era formato da due gambe disuguali, delle quali una fissa e una a lunghezza variabile. La gamba variabile veniva regolata in funzione dell'inclinazione dell'asse del cono (gamba fissa del compasso) rispetto al foglio da disegno. Nel Rinascimento era noto compe [[compasso ovale, o da far l'ovato]] e ne furono elaborate diverse varianti dai maggiori matematici del tempo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
|componenti=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
|riferimentibibliografici= Muhammad ‘Abd Allah Ibn al-Hassär, e Ibn Yünus, ''Risãlah al-Birkàr al-Tamam''.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Barozzi, Francesco, ''Admirandum illud geometricum problema tredecim modis demonstratum : quod docet duas lineas in eodem plano designare, quae nunquam inuicem coincidant, etiam si in infinitum protrahantur &amp;amp; quantò longiùs producuntur, tantò sibiinuicem propiores euadant / Francisco Barocio ... autore ; accessit etiam instrumentum quoddam olim ab eodem autore inuentum, quo cuiuslibet coni ortus ac trium conicarum sectionum in plano descriptio fit ; cum indice locupletissimo eorum quae toto opere continentur'', Venetiis, apud Gratiosum Perchacinum, 1586, pp. 30-31.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Benedetti, Giovanni Battista, ''Io. Baptistae Benedicti ... De gnomonum vmbrarumq[ue] solarium vsu liber ... : nunc primùm publicae vtilitati studiosorumq[ue] commoditati in lucem aeditus'', Augustae Taurinorum, apud haeredes Nicolai Beuilaquae, 1574, pp. 115.117.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Woepcke, F. ''Trois traité Arabes sur le Compas Parfait'', in &amp;quot;Notice at Extraicts des Manuscripts de la Bibliothèque Nationale&amp;quot;, 22, 1874, pp. 1-175.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
|strumentiesistenti= &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
|link= &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
|immagini= &amp;lt;gallery widths=230 heights=368 perrow=3&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Immagine: 8529_3201_2430-067.jpg | Francesco Barozzi, ''Admirandum illud geometricum problema'', Venezia 1586, p. 30&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Immagine: 8529_3201_2430-068.jpg | Francesco Barozzi, ''Admirandum illud geometricum problema'', Venezia 1586, p. 31.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Immagine: 8528_3202_1721-059.jpg | Giovanni Battista Benedetti, ''De gnomonum vmbrarumq[ue] solarium vsu liber'', Torino 1574, p. 117.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
&amp;lt;/gallery&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
|autore_scheda= Filippo Camerota&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
|categoria_1= &lt;br /&gt;
|categoria_2= Strumenti da disegno&lt;br /&gt;
|categoria_3= &lt;br /&gt;
|categoria_4= &lt;br /&gt;
|categoria_5= &lt;br /&gt;
|categoria_6= &lt;br /&gt;
|categoria_7=&lt;br /&gt;
|categoria_8=&lt;br /&gt;
|categoria_9=&lt;br /&gt;
|categoria_10=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
|english= Perfect Compasses&lt;br /&gt;
}}&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Wikiadmin</name></author>	</entry>

	<entry>
		<id>https://redi.imss.fi.it/invenzioni/index.php/Categoria:Macchine_per_costruire_strumenti</id>
		<title>Categoria:Macchine per costruire strumenti</title>
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				<updated>2010-11-29T12:58:28Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;Wikiadmin:&amp;#32;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[categoria:Macchine]]&lt;br /&gt;
[[en:Category:Instruments Making Machines]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Wikiadmin</name></author>	</entry>

	<entry>
		<id>https://redi.imss.fi.it/invenzioni/index.php/Categoria:Macchine_per_costruire_strumenti</id>
		<title>Categoria:Macchine per costruire strumenti</title>
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				<updated>2010-11-29T12:57:55Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;Wikiadmin:&amp;#32;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[categoria:Macchine]]&lt;br /&gt;
[[en:Category:Instruments making macihnes]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Wikiadmin</name></author>	</entry>

	<entry>
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		<title>Categoria:Macchine per costruire strumenti</title>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;Wikiadmin:&amp;#32;Creata pagina con 'categoria:Macchine'&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[categoria:Macchine]]&lt;/div&gt;</summary>
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		<title>Sestone</title>
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&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{Template delle invenzioni&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
|nome= Nome in uso nel Rinascimento&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
|inventore= &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
|data= XV-XVI secolo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
|descrizione= Compasso per grandi circonferenze oggi noto come [[compasso ad asta]]. Era formato da una lunga asta munita di cursori con punta fissa e punta scrivente. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
|componenti=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
|riferimentibibliografici= &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
|strumentiesistenti= &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
|link= &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
|immagini= &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
|autore_scheda= Filippo Camerota&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
|english= Large Compasses&lt;br /&gt;
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}}&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Wikiadmin</name></author>	</entry>

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		<title>Categoria:Macchine da guerra</title>
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&lt;hr /&gt;
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[[en:Category:War Machines]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Wikiadmin</name></author>	</entry>

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		<title>Categoria:Macchine sceniche</title>
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[[en:Category:Theatrical Machines]]&lt;/div&gt;</summary>
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		<title>Categoria:Macchine da costruzione, idrauliche e da lavoro</title>
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&lt;div&gt;[[Category:Macchine]]&lt;br /&gt;
[[en:Category:Building, Idraulic and Working Machines]]&lt;/div&gt;</summary>
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